prossimi appuntamenti

Alla sezione Laboratori nuovo progetto di formazione e selezione attori

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domenica 25/05 ore 18.00 ultima replica

Eroicivili

 produzione : “Teatro Cassandra”
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27 Maggio – 1 Giugno ore 21.00 (domenica ore 18.00)

Le Clamorose avventure di Mario Pappice e Pepé Papocchio. Vuccerìa incredibile di personaggi fantastici ed amori impossibili 

produzione: “Doppio Senso Unico”

 

Scritto e interpretato da Luca Ruocco e Ivan Talarico

Diretto e illuminato da Lorenzo Vecchio

Musiche di Ivan Talarico

Realizzazione pupazzi di Tiziana Tassinari

Voci in playback di Mary, Angela Zurlo, Paolo Zanardi, Emanuele Cicconi, Lorenzo Vecchio, Gilda Signoretti

Costruzioni sceniche Marco Capuano

“Canzone dei cervelli nel secchio della spazzatura” cantata da Lara Talarico

 

botteghino: 06.7804476 (dalle 17.30)

prossimi appuntamenti fino al 1 giugno

Alla sezione Laboratori nuovo progetto di formazione e selezione attori

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20 – 25 Maggio ore 21.00 (domenica ore 18.00)

Eroicivili

 produzione : “Teatro Cassandra”

Direzione: Giulio Perri

Costumi: Tiziana Tassinari

Pittrice: Patrizia Liuzzi

Attori:

Silvia Arcieri, Sofia Cianfarani, Irene De Grisogono, Jacopo Gigli,

Federica Lulli, Fulvio Risuleo, Giada Rosci, Claudia Volpe

 

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27 Maggio – 1 Giugno ore 21.00 (domenica ore 18.00)

Le Clamorose avventure di Mario Pappice e Pepé Papocchio. Vuccerìa incredibile di personaggi fantastici ed amori impossibili 

produzione: “Doppio Senso Unico”


Scritto e interpretato da Luca Ruocco e Ivan Talarico

Diretto e illuminato da Lorenzo Vecchio

Musiche di Ivan Talarico

Realizzazione pupazzi di Tiziana Tassinari

Voci in playback di Mary, Angela Zurlo, Paolo Zanardi, Emanuele Cicconi, Lorenzo Vecchio, Gilda Signoretti

Costruzioni sceniche Marco Capuano

“Canzone dei cervelli nel secchio della spazzatura” cantata da Lara Talarico

 

botteghino: 06.7804476 (dalle 17.30)

L’Assoluzione, Anni di stagno, Se ci fosse luce

6 – 18 maggio ore 21.00 (domenica ore 18.00)

UN BIGLIETTO PER TRE

(Tre spettacoli sugli anni di piombo, sulle Brigate Rosse, sugli anni ‘70, sul compromesso storico, su Andreotti e la DC, sulle origini di questa nostra martoriata democrazia, per apprezzare le ironiche degenerazioni dell’oggi)  

 

 L’Assoluzione

 dialogo tra due intellettuali intorno a Tommasino Buscetta, Giulio Andreotti e altri boss della mafia

di e con

Gianluca Riggi e Roberta Castelluzzo

 

– Anni di stagno

di e con

Marco Terenzi

 

– Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo

     Aldo Moro 55 giorni

di 

Enrico Di Fabio

con 

Andrea De Venuti, Mauro Mandolini, Sabrina Pellegrino, Maurizio Perugini

regia

Andrea De Venuti

 

Spettacolo realizzato con il contributo di IMAIE

 

 

Rassegna in tre spettacoli, ogni sera andranno in scena due spettacoli

una serata biglietto unico € 10.00

tre spettacoli € 12.00

 

PROGRAMMA DI UN BIGLIETTO PER TRE

06.05.08

L‘ASSOLUZIONE + ANNI DI STAGNO

07.05.08

SE CI FOSSE LUCE.. + ANNI DI STAGNO

08.05.08

L’ASSOLUZIONE + SE CI FOSSE LUCE..

09.05.08

(RICORRENZA MORTE ON. ALDO MORO)

ASSOLUZIONE + ANNI DI STAGNO + SE CI FOSSE LUCE

10.05.08

L’ASSOLUZIONE + ANNI DI STAGNO

11.05.08

ANNI DI STAGNO + L’ASSOLUZIONE

12.05.08

RIPOSO

13.05.08

 L’ASSOLUZIONE  

14.05.08

L’ASSOLUZIONE + SE CI FOSSE LUCE

15.05.08

ANNI DI STAGNO +SE CI FOSSE LUCE

16.05.08

SE CI FOSSE LUCE + ANNI DI STAGNO

17.05.08

L’ASSOLUZIONE + ANNI DI STAGNO 

18.05.08

L’ASSOLUZIONE + ANNI DI STAGNO  

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L’ASSOLUZIONE

– Dialogo tra due intellettuali intorno a Tommasino Buscetta, Giulio Andreotti ed altri boss della mafia –

da un’idea di Gianluca Riggi

 

realizzazione scenica e testi Gianluca Riggi

con Gianluca Riggi e Roberta Castelluzzo

Da un format già studiato e sperimentato in occasione dello spettacolo Aracnofobia, che teatralizzava in maniera semplice ed immediata gli atti parlamentari della legge 4198 anno 2003, trasformando la lettura in evento teatrale e dando alla stessa una motivazione, si è deciso di portare avanti la sperimentazione applicandola agli atti processuali riguardanti famosi ed importanti uomini politici italiani, con particolare attenzione al “Processo del Secolo” che ha avuto come protagonista l’onorevole Giulio Andreotti.

La comicità è insita nelle parole dei testimoni appartenenti alla “Famiglia”, nella difesa dell’onorevole, ormai senatore a vita, e divino Giulio, non v’è bisogno di aggiungere, basta riportare fedelmente i testi trascritti dagli stenotipisti, cucirli tra loro senza operare alcun adattamento, se non taglio, vista la mole di documenti a disposizione, per avere un testo teatrale di stampo eduardiano, e per fornire i mezzi agli spettatori di giudicare e dare una inevitabile ASSOLUZIONE!

Purtroppo la storia giudiziaria del nostro paese in questi ultimi anni si presta alla più brechtiana delle operazioni …

La storia della mafia, di Cosa Nostra, è purtroppo la storia del nostro stesso paese, ogni omicidio eccellente può essere legato alla mafia, direttamente o indirettamente, è uno stato nello stato, ma è questo secondo stato ad aver governato realmente le sorti del nostro paese, tutti coloro che hanno pensato di poter utilizzare la mafia ed i suoi soldi per i propri fini sono rimasti schiacciati dalla mafia stessa, da Sindona a Berlusconi, da Salvatore Giuliano a Giulio Andreotti. Perché la mafia, Cosa Nostra, è fedele solo a se stessa, e nei decenni ha mirato solo alla propria salvaguardia e sopravvivenza, concedendo al carcere anche uomini eccellenti, Riina, Brusca, Calò, Provenzano, pur di poter garantire la propria continuità.

E’ un lavoro basato su una teatralità essenziale e spoglia carica di significati, non solo di cronaca giudiziaria come potrebbe sembrare a parlarne in un comunicato, la parola ed il corpo dell’attore esaminati nelle differenti dinamiche in contatto con gli spettatori, perché tutto il teatro dell’Archimandrita si è sempre definito sul rapporto continuo con il pubblico che entra nello spettacolo, talvolta sul palcoscenico, talvolta diviene egli stesso attore, ma mai è chiamato solo ad assistere, sempre e comunque è prevista per lo meno la partecipazione emotiva.

La messa in scena è in continuo divenire e aggiornamento, gli eventi politici e la quotidianità superano periodicamente ogni più spregiudicata fantasia.

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ANNI DI STAGNO

Di e con Marco Terenzi

Un uomo ha scelto dopo varie vicissitudini il disimpegno più completo. Suo unico impegno è lo sport attraverso la lettura dei giornali. Si circonda di quotidiani sportivi e si nutre esclusivamente di questo. Mentre legge una intervista ad un noto calciatore nota un errore storico grossolano che lo riporta indietro nel tempo, al marzo del 78, al rapimento Moro, quando aveva undici anni. Non può così fare a meno di ricordare le sue emozioni e le sensazioni di quel tempo: “il giorno del rapimento tutto era sospeso, un mio amico è entrato in un bar ha preso il gelato ed è uscito senza pagarlo. Ma che fai? Che te frega tanto hanno rapito Moro…”. A trenta anni di distanza molto è cambiato ed è curioso ripercorrere quei fatti, quel periodo storico, con gli occhi di un bambino, che ai ricordi storici intreccia quelli della sua famiglia, dei suoi amici, delle sue avventure, con una ironia e una comicità esilarante che si miscela alla tragicità degli episodi. Il protagonista cerca di staccarsi dai ricordi, riprendendo la lettura del giornale sportivo, ma costantemente ricade nella tentazione di raccontare nuove emozioni passate, fino ad arrivare ai nostri giorni, al confronto con le diverse epoche, al parallelismo storico. Tutto è intensamente vissuto con gli occhi comici e drammatici di Marco Terenzi che contrappone la risata all’emozione, il tragico al comico. 

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 SE CI FOSSE LUCE, SAREBBE BELLISSIMO

Aldo Moro, 55 giorni

Di Enrico Di Fabio. Con Sabrina Pellegrino, Andrea Devenuti, Maurizio Perugini, Mauro Mandolini. Regia Andrea Devenuti.

La cronaca dei fatti, volutamente non completa, che segnala spesso il non detto, il nascosto, il taciuto. Lo stesso Moro, che denuncia la sua condanna a morte per assurde ragioni di Stato. E due punti di vista che vivono, i 55 giorni del sequestro, in diverso modo, proponendo valutazioni e stati d’animo dissonanti.

Compongono lo spettacolo (o il primo passo verso lo spettacolo): Lo scorrere delle notizie, spesso non dette dai media; la ricerca, disperata della famiglia  per salvare il condannato a morte; frammenti delle molte lettere che Aldo Moro ha scritto dalla prigione del popolo, e infine, pensieri, parole, emozioni vissute da un brigatista in carcere.

Uno spettacolo che in uno stato ancora embrionale, ha concentrato le sue linee sul lato umano, più che sul fatto politico e di cronaca in se. Attraverso i libri, i giornali, e le cronache televise dell’epoca si è costruito un percorso con differenti scatti fotografici, quattro modi di vivere, per ragioni sociali differenti, quei famosi 55 giorni del 1978.

Il gesto insensato, irragionevole, inutile dei terroristi pone molti interrogativi che travalicano qualsiasi logica o interpretazione, mettono in atto un moto di sconfitta dell’uomo, che avvolge tutti. Un piccolo percorso senza giudizi di sorta, riportando i fatti, la cronaca e il vissuto di alcuni “attori” che hanno partecipato in maniera differente quei giorni con epilogo assurdo: l’esecuzione di Aldo Moro.