dio conta le lacrime delle donne

26 febbraio – 1 marzo

Associazione Culturale
La Differenza

presenta

dio conta le lacrime delle donne

di Giovanni Greco

con
Eugenia Scotti, Maria Cristina Zerbino, Samantha Marenzi, Laura Polimeno, Alessandra Mortelliti

dio conta le lacrime delle donne nasce come riscrittura delle Troiane di Euripide. La tragedia di Ecuba, Cassandra, Andromaca, Elena (l’unica greca) che aspettano sulla spiaggia di Troia, all’indomani della presa della città da parte dei Greci, di conoscere il loro destino di schiave, concubine, la loro sorte di esuli, diventa spunto per esplorare le possibilità del ‘tragico’ in una cultura come la nostra che non riesce più a trascendere la cronaca su un piano mitico, universale. Il dolore, il pianto, l’orrore vengono così demitizzati, il conflitto viene raccontato ma mai agito davvero, il divino viene riportato ad un livello onirico. La tragedia allora si fa crudele rimpianto, parodia, farsa, morte della tragedia stessa e delle sue potenzialità: diventa canto, ninnananna che addormenta e sospende il male, il conflitto. Il mito si piega e si ridefinisce nella contemporaneità: Ecuba, la madre dolorosa per eccellenza, è un essere bestiale e cannibale; Elena, la più bella tra le belle, forse non è mai esistita nemmeno per se stessa; Andromaca, la moglie ideale, vive un conflitto palese con il principio di realtà e l’indovina Cassandra, destinata a non esser mai creduta, è in fondo, ‘la storta del villaggio’ come si definisce lei stessa, ‘l’handicappata’, ‘la spastica’. Il tutto nell’assenza del maschile, degli uomini, che restano, dall’inizio alla fine, parvenze, vaghi ricordi, sogni, ma mai, in nessun caso, motore autentico dell’azione, causa vera del pianto e del lamento. Perché gli uomini, parafrasando le parole di questa Ecuba che ulula di dolore come una cagna, non sanno piangere, fanno piangere forse, ma non sono assolutamente capaci di ‘piangere bello’ come le donne sanno fare.

 

(foto di Alberto Canu)

rapid i movement

13 – 18 febbraio (ore 21.00 – domenica ore 18.00)

RAPID I MOVEMENT

con
Massimiliano Rossetti, Tiago Fonseca, Guillermo Porta, Jean Francois Gerardin, Kris Sobry

regia
Jan Vermeersch

Questa Compagnia di Circo-Teatro contemporaneo nasce da un’idea del regista e direttore Jan Vermeersch.
La compagnia nasce nel 2002 dopo che Jan e due amici si diplomarono alla scuola di circo “le Lido” in Toulouse. Il Gruppo si ritrova subito sulle scene del nuovo circo europeo con il suo primo spettacolo “Just another boy band?” che e stato in scena nei maggiori festival europei.
Dal 2005 la Compagnia si avventura nella creazione di uno spettacolo “who goes on”, che ha rappresentato per il gruppo il primo esperimento “Circo Teatrale” riscontrando da parte della critica francese ed europea un grandissimo apprezzamento.
Dal Settembre del 2008 Cirq’ulation Locale ha voluto approcciare uno spettro piu amplio a livello di influenze artistiche contattando per il nuovo show “Rapid I Movement” artisti da tutto il mondo con background differenti gli uni dagli altri, Argentina, Italia, Portogallo, Spagna e Francia.
Così in questa ultima produzione il pubblico può apprezzare differenti forme artistiche tra le quali, acrobatica e Mano a Mano, manipolazione, juggling e passing, danza contemporanea e clownerie il tutto con un leggero tocco nostalgico dei saltimbanchi e del teatro di strada.
Gli artisti provengono da alcune delle più importanti scuole di formazione artistica europee come Tiago Fonseca, Massimiliano Rossetti e Guillermo Porta dalla scuola Superiore di Circo “the Circus Space” a Londra  o Jean François Gerardin dalla scuola di circo di Torino e  Leonardo W. Martinez dalla scuola di Clownerie di Lyon (F.R.A.C.O.).
Cirq’ulation Locale ha in attivo in giro per l’Europa 4 spettacoli di circo con i quali si troveranno a partecipare quest’anno in alcuni dei più prestigiosi festival di circo e teatro come “Aurillac”, “Humorologie”, “Tarrega” e “Valladolid”.
Gli Spettacoli della compagnia all’attivo sono: Rapid I Movement, Trampoline Mission, Just another Boyband?, Happy for nothing.
info:  www.circusgroup.be

città – spettacolo per corpi randagi

10 – 12 febbraio

Margine Operativo
Ass. Cult. Torpedo

presentano

CITTA’
spettacolo per corpi randagi

ideazione
Margine Operativo
regia e testi
Pako Graziani e Alessandra Ferraro

con
INDO _Mattia Giagni (speaker/performer)
Federico Camici (voce basso synth)
Andrea  Cota (voce chitarra synth)
musiche originali di
Federico Camici  e Andrea Cota
oggetti di scena
Sten, Lex, Lucamaleonte
sound designer:  Luigi Giandonato
light designer:  Diego Labonia
produzione: Margine Operativo

realizzato con il contributo della
REGIONE LAZIO – Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport

“Città_spettacolo per corpi randagi” è un progetto multidisciplinare che nasce come  ulteriore tappa del percorso artistico  che dal 2007 ha visto collaborare insieme  alcuni componenti del  gruppo musicale Torpedo,  della formazione musicale hip-hop  JunglaBeat con la compagnia di teatro Margine Operativo e il gruppo video Riot Generation Video. Questa sinergia artistica   ha prodotto “Roma” uno spettacolo/concerto (debutto a Short Theatre-Teatro India, Roma-luglio 2007) e lo spettacolo teatrale “Guerriglia Live Show” (debutto Teatri di Vetro–teatro Palladium, Roma – maggio 2008).

“Città” è uno spettacolo multiplo  in cui si intrecciano la musica, il teatro e l’arte visiva.
Uno spettacolo creato mettendo in connessione e assemblando in un nuovo  organismo diversi codici artistici: dalla cultura urbana dell’ hip hop e della street art ai corpi degli attori/ performer  in scena  alle sonorizzazioni live.

Come parla una città? Di cosa parla? E a chi? Qual è il suo linguaggio?
Forse una città parla  attraverso I linguaggi artistici  che  ha creato  – e si sono creati – nelle sue strade.
La città si racconta  attraverso  uno spettacolo che con le sue suggestioni e i suoi ritmi  svela la metropoli come proteiforme incarnazione del vivere .
Lo spettacolo è un viaggio visivo e sonoro attraverso le viscere della metropoli, un itinerario dove la città si racconta e viene raccontata  da una parola rappata in continua tensione verso la poesia, dai corpi in scena  e dalla musica  che  raccoglie e rincorre  la pulsazione vitale della città, con lo sguardo rivolto al “fuori fuoco”.

Tracce dello spettacolo:

Il testo
Il testo è una scrittura originale di Pako Graziani e Alessandra Ferraro (Margine Operativo). Un testo in continua tensione verso la parola poetica dove la città narra le passioni che la scuotono E’ stato scritto in  continua relazione con il progredire della composizione della musica.
La musica
I musicisti, Federico Camici e Andra Cota  dei Torpedo suonano  dal vivo in scena. La musica e le sonorizzazioni originali   che hanno composto per questo spettacolo utilizzano elementi propri dei linguaggi della cultura urbana ( come dub, drum’n’bass, hip hop) creando il tappeto sonoro intorno al quale si sviluppa tutto lo spettacolo e su cui interviene INDO – voce  del gruppo hip hop JunglaBeat – in questo spettacolo per la prima volta nelle vesti  duplici di attore/rapper.
i corpi/voce
Tre sono gli attori/musicisti/performer in scena che interagiscono con gli oggetti in scena, e trasformano attraverso le loro azioni  lo spazio che li circonda.  Tutto il loro agire è al contempo  concreto e onirico. Tutto lo spettacolo si muove sulle linee di confine tra realtà e visione.

www.margineoperativo.net

FARI NELLA NEBBIA

al 4 all’ 8 febbraio 2009

L’ACCADEMIA NAZIONALE DI ARTE DRAMMATICA SILVIO D’AMICO

presenta

FARI NELLA NEBBIA

testo e regia di Vincenzo Manna
con gli attori dell’Accademia Nazionale
d’Arte Drammatica SILVIO D’AMICO
Gabriele Bajo, Silvia Benvenuto, Federico Brugnone, Dune Medros, Daniele Parisi, Sofia Pulvirenti, Giorgio Regali, Barbara Ronchi, Andrea Vellotti,
luci Camilla Piccioni
oggetti di scena Bruno Buonincontri
costumi Giulia Della Valle
foto Paolo Sasso
documentazione video Marco Giallonardi
grafica Francesco Chiacchio e Nexine

una produzione Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico

Nella nebbia si è liberi ma è la libertà di chi si trova nella nebbia. Possiamo vedere ad una decina di metri di distanza, possiamo guardare gli alberi sulla strada lungo cui camminiamo, o vedere i passanti e reagire alle loro mosse, evitare di urtare qualcuno, accorgerci in tempo di una buca, ma difficilmente possiamo vedere l’incrocio un po’ più avanti, o l’auto che si trova ancora a un centinaio di metri e che si avvicina a tutta velocità.                                                                                                          

(Zygmunt Bauman)

Fausto e Margherita si incontrano nella nebbia nello spettacolo scritto e diretto dal trentenne Vincenzo Manna. Sono due “Fari nella nebbia” in un mondo che conserva solo foschia, polvere e gesso di un vissuto passato senza riuscire a lasciare importanti tracce, né un forte segno di memoria. In un contesto di degrado e di abbandono i due protagonisti brillano, usano un linguaggio lirico e risultano essere i personaggi più umani in un ambito di figure senza memoria e senza poesia. Solo ai due infatti è riservato un linguaggio poetico in un spettacolo che propone anche canzoni originali.
Il contesto è la periferia sperduta di una qualsiasi metropoli europea. Il protagonista è un uomo qualunque che cerca per anni una donna qualunque: a separarli, a perderli la nebbia e una notte che sembra non voler finire mai.
In scena nove attori in uno spazio vuoto sulle tracce di quel che rimane del mito di Faust; gli oggetti di scena sono costruiti con materiali di scarto (latta, cenere, legno, vernice, plastica) che evocano un mondo imbarbarito, ai margini della civiltà, una sorta di mondo alla fine del mondo dove uomini e cose sono ormai sullo stesso piano, avvicinati da un comune destino: quello di non lasciare più traccia, quello di apparire ormai inevitabilmente dimenticati. Da lontano, come una eco remota, la città. Dalla periferia la città lontana fa intuire la sua esistenza senza riuscire a tramandare alcuna memoria, senza riuscire a far arrivare niente e nessuno.

Vincenzo Manna formatosi presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, unisce nella sua attività il lavoro di attore (Leo Bassi, Robert Pacitti, Bruce Myers) a quello di regista e drammaturgo: collabora dal 2005 con M. Zuhnin, videoartista russo, sodalizio suggellato da We are talking about music, apertura della 37ª Biennale di Venezia diretta da Romeo Castellucci e Spartacus, presentato nell’autunno 2008 al Centre on Stratsnoy di Mosca. Fonda nel 2007 la compagnia Cassepipe, caratterizzata da un lavoro incentrato sulla scrittura e sulla ricerca drammaturgica e sullo studio delle possibilità del linguaggio teatrale.

Cassepipe è una compagnia formatasi presso l’ Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma e riunisce attori, registi e drammaturghi che iniziano la loro collaborazione in occasione della messa in scena di uno studio su Misura per Misura (2007) di W. Shakespeare.
E’ una compagnia di recentissima formazione, ma che si è già impegnata in importanti messe in scena: oltre a Misura per Misura, Cassepipe ha presentato La storia di Ronaldo pagliaccio del Mc Donald’s (2007) di R. Garcia, l’adattamento teatrale del Viaggio al termine della notte (2008) di V. Manna dall’omonimo romanzo di L. Ferdinand Céline, i  Monologhi senza lieto fine. I. Il commesso (2008) di V. Manna, il primo di una serie di testi dedicati al genere del monologo e La porta (2008) di V. Manna, prima produzione ufficiale della compagnia, spettacolo vincitore dell’Area Festival 2008, selezione ufficiale al PlayArtArezzo 2008.

TEATRO FURIO CAMILLO  Via Camilla 44 Roma
ingresso libero con prenotazione e obbligo di tessera associativa valida per tutto il 2009 (2 euro)
06.97616026 e 06.7804476

www.cassepipe.org
info@cassepipe.org
www.myspace.com/cassepipeteatro