18-19 Elio Gabalo e 20 Rinoceronte – ore 21

INGRESSO GRATUITO RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AI SOCI L’ARCHIMANDRITA POSSESSORI DI TESSERA
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retro18 e 19 settembre ore 21

Trasform’Azioni e Teatro Furio Camillo

presentano

PROGETTO ELIOGABALO

a cura di Maria Pia D’Orazi

Residenza coreografica di

Akira Kasai

per Lios e NON Company

Coreografia e regia

Akira Kasai

Assistente alla regia

Hisako Kasai, Maria Pia D’Orazi

Danzatori

Flavio Arcangeli

Alessandra Cristiani

Maddalena Gana

Manuela Giovagnetti

Samantha Marenzi

Alessandro Pintus

Marie-Thérèse Sitzia

Stefano Taiuti

“Ricondurre la poesia e l’ordine in un mondo ove l’esistenza stessa è una sfida all’ordine,

è ricondurre la guerra e la permanenza della guerra; è portare uno stato di crudeltà preciso,

è suscitare un’anarchia senza nome, l’anarchia delle cose e degli aspetti che si risvegliano

prima di sprofondare di nuovo e di fondersi nell’unità.  Ma colui che risveglia questa anarchia

pericolosa ne è sempre la prima vittima. Ed Eliogabalo è un anarchico preciso

che incomincia col divorare se stesso, e finisce per divorare i propri escrementi”

Antonin Artaud

 

Akira Kasai (1943) danzatore, coreografo e regista giapponese, studi di euritmia alla scuola tedesca di Rudolf Steiner e un esordio da protagonista nel movimento but? assieme a Tasumi Hijikata (1928-1986) e Kazuo ?no (1906), è tornato in Italia per una residenza coreografica al Teatro Furio Camillo di Roma, sviluppata attorno a un’idea di Maria Pia D’Orazi, giornalista e studiosa specializzata sulla danza but?, destinata alle compagnie Liòs e NON-Company. Il Progetto Eliogabalo, in scena il 18 e 19 settembre –  assieme alla prima mondiale dell’ultimo spettacolo di Kasai Rinoceronte il 20 settembre –  corona un percorso di studio e ricerca sul but? e ribadisce un legame culturale nel tentativo di favorire un nuovo inizio.  Protagoniste due compagnie di danzatori –  Liòs (Flavio Arcangeli, Alessandra Cristiani, Maddalena Gana, Manuela Giovagnetti, Samantha Marenzi, Marie Thérèse Sitzia, Stefano Taiuti) e NON-Company (Alessandro Pintus) –  che devono la maggior parte della loro formazione al but? e che Kasai idealmente designa come eredi di un genere strettamente legato all’antica cultura romana e che forse proprio a Roma può rinascere in una forma nuova capace di attingere l’energia originaria e andare oltre la ripetizione formale di un vuoto stereotipo.

Il punto di partenza è la figura mitologica di Eliogabalo che Kasai considera l’archetipo della sua danza e che ispirò il fondatore del but?, Tatsumi Hijikata, per il suo ultimo furioso assolo nonché manifesto culturale, La rivolta della carne (1968).  Allora Hijikata s’ispirò all’Eliogabalo di Antonin Artaud (1896-1948) – Héliogabale ou l’anarchiste couronné , 1934 –  per rilanciare una feroce polemica contro le istituzioni sociali. Artaud, a sua volta artista, poeta, attore, regista teatrale, surrealista e malato di mente, aveva sfogato in quella figura di imperatore bambino tutta la sua insofferenza per la civiltà europea, riaffermato la sua ricerca d’assoluto e la nostalgia di una religione barbara che consentisse ancora di mescolare sacro e sensuale; aveva rifiutato l’idea del corpo-organismo, sociale e individuale, che la scienza occidentale e la sua medicina da laboratorio hanno trasformato in “materia morta privata di mistero”.

Kasai torna a quel testo per attingere alle energie primordiali che precedono ogni forma e ritrovare la consapevolezza di un corpo che possiede all’interno di sé una scintilla divina, innescando involontariamente una riflessione sul destino della civiltà europea, sull’ineludibile confronto con le civiltà non cristiane e il ruolo dell’islam.

E’ così che il mito può diventare storia e parlare ancora al presente.

Eliogabalo, sacerdote e depravato, ermafrodita per mano di un medico di Alessandria, è l’imperatore autoproclamato dio del sole a quattordici anni, sgozzato e gettato nelle latrine a diciotto dai suoi stessi soldati in un amalgama compatto di escrementi, seme, sangue e oro, dopo aver portato in parlamento le donne e arruolato i ministri in base alla lunghezza del loro membro. Eliogabalo è “autore della degradazione sistematica di un ordine”, quello di un mondo che ha perduto il senso dei principi,  dove la decadenza dell’impero romano non è che la manifestazione storica di un’anarchia metafisica.

L’obiettivo allora è una danza realizzata da una potenza di tale intensità da provocare un cambiamento di stato del corpo: ebollizione del sangue,  aumento del battito, sudore, evaporazione. Sacrificio rituale e trasformazione: “Poiché il teatro non è quella pratica scenica in cui si sviluppa virtualmente e simbolicamente un mito, ma quel crogiolo di fuoco e carne vera in cui anatomicamente, per calpestio d’ossa, di membra e di sillabe, si rifanno i corpi, e si presenta fisicamente e al naturale l’atto mitico di rifare un corpo” (Artaud).

Il tour italiano di Kasai prevede anche un passaggio al Museo Archeologico Nazionale di Napoli con un simposio sulla mitologia (23 settembre) e una performance con la sua compagnia fra le statue in esposizione (26 e 27 settembre) nati dalla sua ricerca sul tema di Eliogabalo.

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20 settembre ore 21

Trasform’Azioni e Teatro Furio Camillo

presentano

Rinoceronte

di

Akira Kasai

 

Coreografia, regia e danza

Akira Kasai

Euritmisti

Reiji Kasai, Sho Terasaki, Makoto Sadakata, Kentaro Kujirai

Assistente alla regia

Hisako Kasai

Tour manager

Junko Hanamitsu

Coordinamento

Masato Iizuka

Produzione

Tenshikan e Npo Kaibunsha

Con il supporto dell’Agency for Cultural Affairs

Patrocinato dall’Istituto Giapponese di Cultura di Roma

“Durante un safari notturno a Singapore, qualche mese fa, mi sono ritrovato faccia a faccia

con un rinoceronte. Pensando a quell’animale così antico, che vive da migliaia di anni,

sono rimasto affascinato ancora una volta dal modo in cui il passato sopravvive

all’interno del presente.  E ho immaginato un luogo in cui

le direzioni si confondono, un luogo in cui passato presente e futuro

coesistono e si dissolvono nello spazio”

Akira Kasai