I FISICI ?

La Compagnia Fuo.ri.Terr.A.

presenta

“I FISICI ?”

Antica tradizione teatrale e cultura contemporanea si integrano in una nuova espressione artistica,

libera dalla più blasonata prosa teatrale.

“I FISICI?” ispirato al testo di Friedrich Dürrenmatt abbina ad un “verbale” movimento scenica, l’uso di applictivi tecnologici, come i LED, regalando allo spettatore suggestivi effetti visivi.

dal 20 ottobre al 1 novembre

presso il Teatro Furio Camillo – via Camilla 44


LA COMPAGNIA “Fuo.ri.Terr.A.” LANCIA L’INIZIATIVA

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“SODDISFATTI O RIMBORSATI”

Lo spettacolo teatrale a cui si è appena assistito non è stato gradito? Oggi il biglietto viene rimborsato

La crisi economica e la crisi del teatro, cercare soluzioni per cambiare le cose forse è possibile…

Parte dal Teatro Furio Camillo l’iniziativa ideata dalla giovane compagnia “Fuo.ri.Terr.A.” in scena dal 20 ottobre al 1 novembre.

L’innovazione, la provocazione, il coraggio, il rischio, la voglia di cambiare le cose e la positività nel farlo.

L’intensione è quella di riportare il pubblico a teatro, di riavvicinarlo ad una forma d’arte a cui molti italiani hanno ormai rinunciato anche a causa dei costi troppo elevati dei biglietti. Così con lo spettacolo “I FISICI?” la compagnia “Fuo.ri.Terr.A.” si mette in gioco, proponendo una nuovo modo di fare teatro che sviluppa le scene attraverso le formule del teatro danza, sfruttando contemporaneamente più stili, utilizzando LED tecnologici per una vera innovazione audiovisiva del palcoscenico.

Nessun grande nome del red carpet tanto amato da critici e pubblico, ma tanti giovani con la voglia di fare teatro, di farlo bene, giovani talentuosi con il coraggio di mettersi in gioco. Così se il pubblico non dovesse gradire lo spettacolo…niente paura: si potrà chiedere il rimborso del biglietto.

L’iniziativa sarà valida per la serata del debutto prevista per martedì 20 ottobre, ma non si escludono repliche…..

OPLAS DANZA + VERNISSAGE LEDA MAZZARIELLO

16 – 17 ottobre, ore 21.00

06.97616026

Spazi di nessuno

una co-produzione:

SPETTACOLO UMBRIA (2008)

OPLAS DANZA / CCRUmbria – Oplas Teatro Ass. Cult. LTN_ProFilm

con il sostegno di:

MiBAC – Regione Umbria

Regia e coreografia Luca Bruni

Installazioni e costumi Mario Ferrari

Musica originale Marco Schiavoni

Violoncello Ermanno Vallini

La performance “Spazi di Nessuno” si inserisce nel quadro di un complesso percorso creativo interdisciplinare intrapreso in anni di intensa ricerca artistica.
Il progetto si distingue in varie fasi interconnesse: lo spettacolo dal vivo, il prodotto audio-visuale di video-danza, l’esposizione delle opere pittoriche realizzate per il progetto cinematografico e la pubblicazione di un opuscolo che documenta quanto intrapreso.
Lo scopo principale del progetto è stato quello di stabilire – o ristabilire – un dialogo diretto tra l’ “arte contemporanea” e la “contemporaneità dell’arte” secondo l’esperienza di alcuni artisti, creatori, performers che vivono nella quotidiana preoccupazione di rispondere alle proprie esigenze creative, riprendendo teorie già esposte nella precedente creazione per “Spettacolo Umbria” (“LOVE”, autunno 2007).

Nello spettacolo dal vivo – così come in tutto il progetto – si indagano le possibili motivazioni(artistiche e filosofiche) che inducono l’artista stesso all’atto creativo: cosa si nasconde dietro l’atto della mano che stende il colore sul supporto? Quale pensiero motiva l’azione pittorica stessa? Cosa si cela dietro il ripensamento che dissimula, cancella…

Ed inoltre: Quale forza muove il braccio del danzatore? Quale pensiero lo spinge o piuttosto lo trattiene? Perché utilizzare il corpo come forma espressiva per raccontare un sentimento… e quale sentimento per muovere un corpo?
Ed infine: Esiste davvero un motore trainante, un’alchimia segreta, o è solo un mero vagare nei meandri della cosciente incoscienza ( dietro la quale dissimulare perle di saggezza )?

L’esperienza coreografica si arricchisce dei molteplici punti di contatto tra l’interprete (danzatore, pittore, poeta, musicista, cineasta… ) e lo spazio creativo circostante, tra l’altro in continua evoluzione a causa della relazione “causa-effetto”: per questo motivo la performance dal vivo va considerata come una specie di “work-in-progress” per cui nessuna replica sarà mai uguale all’altra.

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VERNISSAGE:

LEDA MAZZARIELLO

DAL  17 OTTOBRE AL 29 OTTOBRE TUTTI I POMERIGGI DALLE ORE 17.30

INAUGURAZIONE IL 17 OTTOBRE ALLE ORE 18.00

13 – 15 ottobre

Associazione culturale

Falesia Attiva

presenta

HANNAH E MARY

Un’amicizia ordinaria fra due donne straordinarie

Testo e regia di Silvia Zoffoli

con Giordana Moscati e Silvia Zoffoli

image005Hannah e Mary potrebbe essere la storia di un’amicizia come tante: due donne che condividono trent’anni di vita, si confidano, fanno pettegolezzi, si confortano nei momenti difficili,  gioiscono assieme dei successi reciproci, commentano fatti di cronaca e politica a loro contemporanei.  In realtà, Hannah è la Arendt, filosofa ebrea tedesca, allieva di Jaspers e di Heidegger, autrice de Le origini del totalitarismo e del discusso La banalità del male, sul processo Eichmann, e Mary è la Mccarthy,  americana, critica letteraria, scrittrice di romanzi di successo, come il best seller Il Gruppo, e di importanti reportage politici, come Vietnam e Hanoi. Hannah e Mary è la storia dell’amicizia tra queste due forti personalità,  apparentemente molto diverse tra loro, eppure accomunate da valori profondi, come la lotta per la difesa delle libertà civili. Un intenso rapporto fatto di affetto e stima reciproci le legherà per tutta la vita e  viene qui raccontato immaginando ipotetici incontri, telefonate, lettere “ad alta voce”  insieme a quel particolare tipo di comunicazione che talvolta si crea con le persone  cui si vuole bene, anche se lontane fisicamente, anche quando non ci sono più.

foto@Silvia Pagnottini, disegni@Leonardo Carrano

NOTE DI REGIA.

Di queste due importanti intellettuali del Novecento mi affascinava soprattutto l’aspetto umano, assolutamente ordinario, perché è quello che, a mio parere, le rende ancora più straordinarie. Ho voluto concentrarmi soprattutto sul periodo che va dal loro primo incontro fino all’inizio degli anni sessanta, quando per ciascuna esploderà la grande popolarità. Con il successo, il cognome prevarrà sull’importanza del nome proprio, quello che invece mi interessava di più, perché intimamente legato al valore della persona. Semplicemente “Hannah “, semplicemente “Mary”. Non volevo, tuttavia, porre l’accento sull’individualità di ciascuna, ma sul loro rapporto, così forte al punto da stabilire quasi una complementarietà di caratteri, un dialogo interiore “in differita”, un “montaggio alternato” di emozioni e racconti, attraverso quel sentimento delicato, mai clamoroso, eppure profondo, che è l’amicizia. Semplicemente “Hannah e Mary” . Silvia Zoffoli

Si ringrazia per la gentile collaborazione il Centro Ebraico Italiano “Il Pitigliani”

 

Teatro Furio Camillo, dal 13 al 15 ottobre 2009

attività associativa consentita ai soli soci L’Archimandrita


Tavola Rotonda – Teatro Sociale

Il Teatro Sociale

Definizione

Teatro sociale è la dizione italiana che indica quelle prassi che nei paesi anglosassoni sono chiamate: teatro applicato, teatro educativo, teatro di comunità, teatro per lo sviluppo.

Ormai anche in Italia è una realtà culturale, sociale, professionale sempre più diffusa e capillare; è il contenitore per tutte quelle pratiche del teatro al di fuori o al confine del teatro strettamente artistico. Contiene le pratiche del Teatro educativo, del Teatro terapeutico, del Teatro territoriale, del Teatro integrato.

Scopi

Dando attenzione al processo e non al prodotto artistico in sé, l’arte in genere può diventare lo strumento principale per costruire una identità condivisa, una cittadinanza attiva, una comunità solidale. L’arte può essere una “via” di crescita, emancipazione, realizzazione e cura delle persone, dei gruppi, delle comunità.

Il teatro sociale mira a una nuova politica dello stare insieme, a una nuova pratica di sostegno del disagio. La realizzazione e il benessere individuale sono possibili, infatti, grazie alla rete sociale tra le persone costruita sulla base della partecipazione, della espressione, della creatività, della condivisione emotiva.

Destinatari

In modo nuovo il teatro sociale permette di dare voce alle varie forme del disagio e di prendersi cura di: disabili, detenuti, tossicodipendenti, barboni, anoressiche, immigrati, ragazzi di strada, anziani, bambini, prostitute, malati mentali.

Il teatro sociale è costituito da una molteplicità di forme e processi creativi, non è solo un teatro di spettacoli ma anche e soprattutto di laboratori, incontri, eventi, mostre, video, documentari…

A definire la sua essenza è l’uso e la finalità delle diverse forme artistiche e performative.

Cerca di rispondere alle domande: Cosa si può fare per costruire relazioni, esperienze, valori condivisi? Quale esperienza della cultura, della civiltà, della convivenza, promuovere? Come alleviare disagi e sofferenze?

Un nuova figura professionale

Social-trainer, Operatore di Teatrosociale, Conduttore di teatro terapeutico, sono i nuovi termini  che meglio esprimono le nuove professionalità e le nuove tecniche che sono necessarie per rispondere a tali necessità. Nuovi operatori, con un corretto bagaglio di competenze, dovranno affrontare le problematiche più diverse e favorire esperienze di crescita e integrazione.

Nuove opportunità sono necessarie per promuovere ed accogliere tale professionalità.