in scena il 5 e 6 giugno 2014 “Sono Morta Anche Io”

5 e 6 giugno 2014 – ore 21


“SONO MORTA ANCHE IO”

testamento turchino di una fetocchia d’eccezione

un progetto della compagnia “Atto Nomade”

di e con MARZIA ERCOLANI

DRAMMATURGIA E REGIA Marzia Ercolani

ASSISTENTI ALLA REGIA Luigi Acunzo

COLLABORAZIONE ARTISTICA Fiora Blasi, Alessandra Cristiani, Maria Carolina Rossini

 SONO MORTA ANCHE IO -M. ERCOLANI

“Tutto l’amore che si era conquistato con tanta fatica a prezzo di rinunciare ad esprimere se stesso non riguardava affatto l’individuo che era in realtà. L’ammirazione per la sua bellezza e per le sue brillanti prestazioni era tributata alla bellezza e alle prestazioni, non al bambino reale”     

Alice Milller

 

Non si può tirar su un bambino. Non è un edificio. Piuttosto è come un albero. Si può preparare il terreno, annaffiarlo, controllare che il sole raggiunga la pianta. Eppure l’educazione crea architetture di giardini borghesi o uccide foreste. Sono nata strappando le viscere segrete di mia madre oppure ancor prima? Prima di avere occhi, naso, bocca e gambe, ancor prima di essere generata, scolpita, pronta a giocare il mio ruolo?

Come riconoscere e salvare il seme, così come era prima che venisse piantato, l’eco lontana del primo vagito? Forse svegliandomi nei sogni, ripercorrendo respiri intravedo dall’altra parte dello specchio un riflesso. In un pianeta del prima, del mai, del sempre. In un luogo dell’altrove, nel tempo immobile delle fiabe. In acque poetiche ritrovo gli esseri della favola di Italia che fu anche la mia, abbraccio l’eroe iniziatico delle infanzie dei nonni e dei padri di questo bel paese, carezzo il seme con le mani di Turchina stanca di eterno e di verginità, tocco quel burattino buffo e misterioso che ero nella mia infanzia, deposto sulla sedia dal bambino per bene disciplinato al quarto comandamento. In un tempo appeso, in un mondo rovesciato, accolgo le voci intime, il copione sotterraneo, ultraterreno, sacro di profano, il sussurro di una reliquia che non muore mai, di una Fetocchia, semplice pezzo di legno buono per accendere il fuoco in un rigido inverno. Quel metro di legno risvegliato chissà che non contagi anche la Fata, che si levi il velo turchino e torni a respirare in terra, ad onorare se stessa.

Marzia Ercolani

 

FETOCCHIA

Ho visto in una sbiadita parrucca solare 
La maschera di un padre, che desidera

un altro sé giovane e funambolo.
Per banchettare a pane e vino,
 
si improvvisa fabbricatore di maraviglia,

di salti, danze e giramondi.
Non c’era una volta un re. Nessun lusso.

 

FETOCCHIA:

 “Ti sento ridere. Che risata turchina!

Ecco mia fata, faccio capriole, mi vedi?

Sono il tuo spettacolo giornaliero.

Il mio naso ti cerca, si allunga.

Tanto è più grande la distanza da te,

tanto più cresce per sniffarti il cuore”

In scena il 4 giugno 2014 Sleep Elevation

SLEEP ELEVATION

“Every once in a while this would be nice. Every once in a while I wanna fly away in my sleep and wake up somewhere new. Some place beautiful. Filled with love” Maia Flore  

 

Sleep elevation

regia, coreografia, scenografie e costumi Mariella Celia

interprete Mariella Celia

occhio esterno Giorgio Rossi

arrangiamenti e post produzione musicale Alessio Rosi, Casa Ohm

disegno luci Stefano Pirandello

produzione Sosta Palmizi, Electa Creative Arts, La Scatola dell’Arte

Sleep Elevation trae ispirazione dal SOGNO LUCIDO, O SOGNO COSCIENTE, in cui si sogna consapevoli di stare sognando. Si è allo stesso tempo attori e spettatori del proprio sogno, manifestazione dei moti inconsci, in questo caso delle proprie insicurezze, dei limiti che abbiamo e di quelli che ci imponiamo. In questo tipo di sogno possiamo in qualche modo “manovrare” i nostri comportamenti, le nostre azioni e reazioni. Vediamo chiaramente cosa ci caratterizza, prendiamo consapevolezza e sperimentiamo, decidendolo, nuove strategie di azione/reazione per attuare un cambiamento.

Sleep Elevation è un sogno lucido al confine tra comico e drammatico, tra teatro e danza. Protagonista una donna rinchiusa nel suo piccolo mondo, la sua camera. È in vestaglia, in attesa di una telefonata… lei, i suoi assordanti pensieri e… il suo cellulare.

Poi l’armadio, Il luogo dove la donna guarda in faccia tutte le sue insicurezze. Lì veste due personalità diverse, le due donne che forse LUI potrebbe volere e va a cena con i “propri mostri”, per liberarsene. Non sfuggendo, ma accogliendo il nostro lato oscuro possiamo illuminarlo!

MARIELLA CELIA  Coreografa, danzatrice e performer, si laurea nel 2008 presso L’Accademia Nazionale di danza di Roma. Accanto agli studi accademici porta avanti un personale percorso di formazione facendo diverse esperienze in Europa e ricevendo una borsa di studio per il Festival Impulstanz di Vienna. Tra i maestri che hanno segnato il suo percorso troviamo in particolare Julyen Hamilton, Jeremy Nelson, Nita Little. Nel 2013 consegue il master “le Artiterapie, presso l’Università di Roma Tre. Lavora con diversi coreografi in Italia e all’estero tra cui: Giorgio Rossi, Oretta Bizzarri, Patrizia Cavola (Compagnia Atacama), Ismael Ivo, Modjgan Hashemian(Berlino), Vimprodanco, Vienna Improvisation Dance Company (Austria), Compagnia Aleph, Compagnia Gruppo E-motion, Corpo di ballo del Teatro Marruccino di Chieti. Dal 2008 al 2011 vive e lavora a Berlino dove, collabora con artisti di diverse discipline (tra cui con l’artista visivo Enrico Pietracci, la fotografa Susanna Kraus, i musicisti Andreas Waelti, Oliver Ruth e Tobias Backhaus). Collabora con Giorgio Rossi in qualità di co-coreografa per “Cielo di marzo”, una creazione per il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma e lo segue come assistente in diversi progetti e seminari in Italia e in Francia. Dal 2012 collabora con l’associazione Sosta Palmizi.

 

4 Giugno ore 21.00

Per info e prenotazioni: 0697616026

Biglietto: 10€