4 – 7 marzo

UNO

Inno all’uomo, alla sua capacità di sognare, urlo alla vita e alla responsabilità dell’uomo nei confronti del mondo, alla necessità di renderlo migliore.

Canto di gioia, canto della bellezza che viene dalla bruttezza, canto di chi non può fare a meno di sognare e combatte con la realtà che gli imporrebbe tutt’altro.

La scena è una discarica: un vecchio cestello della lavatrice, un treppiedi per ventilatore, un paio di vecchie ciabatte, un ombrellone, un vecchio lenzuolo, una tv svuotata del suo tubo catodico, uno scolapasta, due ruote di trattore, delle calze bucate. Uno è in cerca di cibo ma non trova niente da mangiare, solo brutti oggetti non commestibili, ma poi a guardar meglio Uno scopre cosa sono veramente quegli oggetti: sono cibo per l’anima, strumenti per sognare. Così Uno inizia ad agire la scena di fronte ai suoi occhi. Appare un bruco, una pericolosissima tarantola, due giraffe-zebre, un pianoforte multicolore, un bagno caldo, un re, una donna bellissima.

Un viaggio di crescita per riuscire a mettere in equilibrio i sogni con la realtà, i desideri con le necessità.

Lo spettacolo, rivolto ad un pubblico di bambini e adulti, vuole risvegliare la capacità di ognuno di vedere il mondo che ci circonda con occhi diversi. Le cose non sono solo quello che appaiono, perché la nostra fantasia, sensibilità e capacità di sognare possono trasformare “ciò che è” in “ciò che potrebbe essere”.

uno spettacolo di: Fabrizio Pallara e Dario Garofalo
regia, scene e luci: Fabrizio Pallara
con: Dario Garofalo