Tre Passi di Donna 19 marzo: “Madame Bovary”

MADAME BOVARY

«Uccidersi, in un certo senso e come nel melodramma, è confessare: confessare che si è superati dalla vita o che non la si è compresa.» (Albert Camus)

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 La conoscono tutti, anche chi non ha letto il romanzo che porta il suo nome. Su di lei sono stati realizzati film e spettacoli teatrali. Su di lei hanno scritto canzoni, saggi, studi, parodie, imitazioni. Il suo nome ha definito una malattia dell’anima: il bovarismo. La sua personalità supera i confini del romanzo che la contiene. Madame Bovary è l’amante, la romantica, la sognatrice, la madre che non vuole essere madre, la moglie che non vuole essere moglie, l’idealista, l’insaziabile, la squilibrata, l’insoddisfatta, l’entusiasta, la depressa, la donna senza speranza, la gran dama, la contadina, la donna alla moda, la puttana, la donna in fuga dalla realtà, che desidera sempre essere diversa da ciò che è, la donna che rovina se stessa, consapevolmente, ma senza potersi fermare, la donna che insegue la vita, che non si accontenta, che vuole di più, la donna che mente, anche a se stessa, la donna che vuole morire e nello stesso tempo vuole vivere a Parigi. Madame Bovary era Flaubert. Madame Bovary sono io. Madame Bovary sei tu.

di Luciano Colavero
regia Luciano Colavero
con Chiara Favero

LUCIANO COLAVERO si diploma come regista all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” nel 2001. Ai tempi dell’Accademia fonda la compagnia La Fiera con Sandro Maria Campagna e Antonio Tintis. Con La Fiera — alla quale si aggiungono in seguito altri elementi, tra cui Andrea Pangallo e Francesco Villano — mette in scena gli spettacoli “Woyzeck” di Büchner, “La fiera”, “Edoardo Secondo” e “2 (due)”. Negli anni successivi realizza numerose regie per importanti produzioni italiane tra le quali: “Il Re” per la Compagnia Attori e Tecnici di Roma; “Donne in Assemblea” di Aristofane per l’INDA di Siracusa e il CRT Artificio di Milano; “Baccanti” di Euripide per i Teatri Antichi Uniti e AMAT, “Woyzeck” per il CRT di Milano; “L’Assemblea” da testi di Aristofane per il Teatro Stabile delle Marche; “Sono Soltanto Animali” per l’ERT di Modena. Tra i riconoscimenti che ha ricevuto come autore ci sono il Premio Internazionale Ennio Flaiano nel 2000 per il dramma “Ultima corsa” ed è due volte tra i finalisti del Premio Riccione con i drammi “Una colomba” (2001) e “Sogni blu” (2007). Dal 2005 al 2010 collabora con Peter Stein come “dramaturg” e assistente alla regia concludendo la sua collaborazione artistica con il regista tedesco in occasione della messa in scena dei Demoni di Dostoevskij. Nel 2012 fonda con Chiara Favero la compagnia Strutture Primarie.

 

CHIARA FAVERO
Nata a Venezia nel 1981. Dal 2004 studia Maschera e Commedia dell’Arte con Andrzej Leparski e Adriano Jurissevich. L’anno dopo inizia a collaborare con la compagnia internazionale di Commedia dell’Arte “Veneziainscena” diretta da Adriano Jurissevich della quale fa parte fino al 2008. Si forma come attrice presso la “School After Theatre” diretta da Jurij Alschitz in collaborazione con l’istituto G.I.T.I.S. di Mosca. Studia con Tage Larssen e Donald Kitt all’Odin Teatret di Holstebro e con Michele Abbondanza, Renato Gatto, Toni Cafiero, Serena Sinigaglia. Nel 2009 prende parte al progetto europeo “L’arte del Dialogo” diretto da Jurij Alschitz. In teatro lavora con Adriano Jurissevich: “Il Vecchio Geloso” (2005), “D’Amore Rapito” (2005), “L’eredità di Pantalone” (2007); Giampaolo Gotti: “Demoni” (Pontedera 2010). Fabio Cherstich “Paesaggio di una battaglia” (PIM OFF/STUK 2011); Luciano Colavero “L’Assemblea” (ARCHEOS / Teatro Stabile delle Marche 2012), “Misura per misura” (Teatro Stabile delle Marche 2013). Nel 2012 fonda con Luciano Colavero la compagnia Strutture Primarie. Studia anche danza classica.

 

Biglietto posto unico €  12,00 – Abbonamento per 4 spettacoli € 40,00
Teatro Furio Camillo in Via Camilla, 44
19 Marzo 2015 ore 21.00
Metro Linea A fermata Furio Camillo
per info:  tel. 06.97616026
info@teatrofuriocamillo.itwww.teatrofuriocamillo.it

19 – 22 marzo “Tre passi di donna” – Rassegna di teatro al femminile

TEATRO FURIO CAMILLO

presenta

Tre passi di donna – Rassegna di teatro al femminile

Dal 19 al 22 marzo 2015

Le donne protagoniste delle storie inseguono speranza e illusioni, cercano di lottare per un’esistenza migliore, reinventandola e reinventandosi.

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Il 19 marzo alle ore 21,00 Chiara Favero è Madame Bovary, regia di Luciano Colavero. La conoscono tutti, anche chi non ha letto il romanzo che porta il suo nome. Su di lei sono stati realizzati film e spettacoli teatrali. Su di lei hanno scritto canzoni, saggi, studi, parodie, imitazioni. Il suo nome ha definito una malattia dell’anima: il bovarismo. La sua personalità supera i confini del romanzo che la contiene.

Il 20 marzo alle ore 21,00 Claudia Pellegrini presenta Anna Cappelli, l’ultima delle figure “deportate” raccontate da Annibale Ruccello prima della sua prematura scomparsa. Anche in questo monologo la protagonista è una donna tagliata fuori dal proprio mondo, una straniera a cui hanno estirpato le sue radici, una deportata violentata nella sua identità, una donna avvilita dalla solitudine ed oppressa da una costante sensazione di minaccia del tutto simile a quella metaforica presente nel teatro di Pinter. Per ritrovare se stessa, per tornare ad avere una identità cercherà un amore inteso come tenerezza, complicità, progettualità ma troverà sciaguratamente solo un eros disperato il cui unico approdo sarà la morte.

Il 21 marzo alle ore 21,00 Laura Pozone presenta Love is in the hair, un monologo brillante dal ritmo serrato, che scandaglia l’universo femminile. Sei personaggi, dai 25 ai 60 anni, in un negozio con molta personalità tra spot pubblicitari e colpi di phon. Tutto interpretato da un’attrice che racchiude in sé  le loro vite, demoni e sogni.

Il 22 marzo alle ore 18,00 Giulia Pont presenta Ti lascio perché ho finito l’ossitocina. La fine di una storia d’amore è uno degli eventi più comuni e traumatici della vita di ognuno. Un dramma che spesso si riempie di risvolti comici, talvolta assurdi. Giulia tenterà di guarire il suo mal d’amore sperimentando in maniera folle il potere terapeutico del teatro: il pubblico diventerà il suo terapeuta. Una chiacchierata spassosa e coinvolgente dove pensieri, emozioni, disastrose manovre di riavvicinamento e improbabili consigli di parenti e amici s’intrecciano. Un gioco divertente, commovente e catartico.

 

Biglietto posto unico €  12,00 – Abbonamento per 4 spettacoli € 40,00

Teatro Furio Camillo in Via Camilla, 44

Metro Linea A fermata Furio Camillo

per info:  tel. 06.97616026

info@teatrofuriocamillo.itwww.teatrofuriocamillo.it

di Ombra e di Figura 22 febbraio: “Il libro delle ombre”

IL LIBRO DELLE OMBRE

 

Prodotto da Teatro di Carta e Ombre Bianche Teatro
 di e con Chiara Carlorosi e Marco Vergati
tecnico luci Martina Serpa
regia e drammaturgia di Chiara Carlorosi e Marco Vergati

La rappresentazione procede sospesa tra la fisicità del teatro d’attore e la magia del teatro d’ombre.
Al centro della scena l’enorme “Libro delle ombre” da cui i personaggi fuoriescono dando vita alla storia. La trama è ispirata al romanzo di Adalbert von Chamisso “Storia straordinaria di Peter Schlemihl”, in cui il protagonista scambia la propria ombra con una borsa prodigiosa da cui non si finisce mai di estrarre denaro.

Il giovane protagonista della storia, con la passione della scrittura e con il sogno di diventare uno scrittore affermato, decide di andare a proporre i suoi racconti a Balthazaar, un potenziale editore che ha le sembianze di un individuo oscuro e misterioso.  Rimane abbagliato dal miraggio di una ricchezza facile e immediata quando trova una borsa magica, capace di produrre soldi in continuazione, in cambio della quale è pronto addirittura a cedere la propria ombra a Balthazaar. Da questo momento il ragazzo accantona tutte le aspirazioni coltivate fino ad allora, rapito dall’estasi fugace della ricchezza.

Ma non passa molto tempo prima che possa comprendere il grave errore commesso e rimpiangere la propria ombra. Cerca riparo nel bosco, dove la luce non può raggiungerlo, e lì incontra Lumen, uno strano personaggio con la testa di lampada fuggito via da Balthazaar dopo essere stato al suo servizio. Lumen lo mette al corrente del piano diabolico di Balthazaar: impossessarsi di tutte le ombre esistenti e con esse di tutti i sogni, gli ideali e le aspirazioni degli individui.

Inizia così il tortuoso percorso che porterà il protagonista ad affrontare Balthazaar, a liberare le ombre imprigionate e a comprendere quanto sia importante conservare la propria identità e la propria determinazione per inseguire i propri sogni.

L’ombra, per definizione attaccata alla persona, può rappresentare ciò che ognuno di noi ha di unico e irripetibile, vale a dire la propria individualità, la propria essenza, la personalità. La cessione dell’ombra del protagonista della storia è legata all’abbandono della sua passione, la scrittura, e della sua aspirazione, quella di diventare uno scrittore.

Al termine del percorso il giovane avrà imparato che non bisogna mai perdere di vista la strada dei propri sogni e che non si deve cedere alla tentazione di scorciatoie troppo facili.

 

 

22 Febbraio 2015 alle ore 18.00
al Teatro Furio Camillo in Via Camilla, 44
Metro Linea A fermata Furio Camillo
Biglietto per uno spettacolo € 12,00 – Abbonamento a 3 spettacoli € 30,00
Per info: tel. 06.97616026 – www.teatrofuriocamillo.it – info@teatrofuriocamillo.it

di Ombra e di Figura 21 febbraio: “Tomato Soap”

Compagnia Manimotò
TOMATO SOAP

Teatronovela sulla violenza di genere in un’unica puntata
Spettacolo vincitore del concorso “Teatro voce della società giovanile”
indetto da Endas Emilia Romagna e Itc Teatro

Di e con Ariela Maggi e Giulio Canestrelli
Regia: Lydie Le Doeuff
Sonoro: IOSONOUNCANE
Costruzione pupazzi: Ariela Maggi e Giulio Canestrelli
Coaching manipolazione pupazzi: Monica Varela Couto
Coproduzione e distribuzione: Questa Nave

TOMATO SOAP porta in scena il tema della violenza di genere raccontando la storia di un uomo e una donna che pensano di darsi amore e si danno morte. Seguiamo le vicende di Gianni e Gilda dal loro primo incontro, l’innamoramento, la costruzione di una vita insieme, fino a diventare spettatori dell’incrinarsi del rapporto e della prepotenza con cui la violenza ne diventa protagonista. Cogliamo le ritualità malate che si insinuano nella coppia, e la malintesa capacità di perdono che ne sostiene la terribile sopravvivenza. Gianni e Gilda sono due pupazzi di gommapiuma a grandezza umana, marionnettes portés, manipolati a vista dagli attori. Ma la storia dei pupazzi è anche il gioco della coppia di attori-manipolatori, che sotto gli occhi del pubblico scambiano le carte, invertendo i ruoli: è infatti l’attrice a fare l’uomo e l’attore a fare la donna. A dispetto della gravità del contenuto, TOMATO SOAP utilizza un linguaggio lieve, visuale, ironico, muto, accompagnando gli spettatori al limite della risata, là dove la tragedia diventa grottesco.

Due pupazzi, due attori e un tema

La scelta di utilizzare dei pupazzi nasce dal tentativo di evitare la retorica facilmente associabile al tema della violenza di genere. Il pupazzo ha una sua forza intrinseca: bypassa la prudenza etica, rompe per sua natura la quarta parete e guarda il pubblico negli occhi, inducendolo a un’immedesimazione più immediata e primitiva. La poetica del pupazzo, basata sull’azione, suscita emozioni in modo fisico e diretto, le amplifica ed esaspera, le porta all’estremo, oltrepassando il reale attraverso il grottesco ed evitando le trappole del melodramma. Il pupazzo permette anche agli attori l’inversione dei sessi, costringendo tutti a misurarsi con gli stereotipi e i pregiudizi di genere, imponendo una posizione scomoda, che obbliga a una riflessione più complessa.
Alle spalle dei pupazzi, compresente all’azione, l’attore – fragilmente e disperatamente umano – condensa le emozioni in piccoli gesti, occhiate, silenzi psicologici, attraverso il linguaggio fine e minimalista del clown teatrale. Si creano così due percorsi paralleli (scena degli attori/scena dei pupazzi) il cui intreccio costituisce il cuore drammaturgico dello spettacolo.

 

Manimotó scaturisce dall’incontro di due attori-artigiani, Ariela Maggi e Giulio Canestrelli. Si dà un nome nell’ottobre del 2012, ma difficile è stabilirne una data di nascita.
La poetica della compagnia risponde alla scelta di mettere in scena temi di importanza civile utilizzando il linguaggio del teatro di figura, spesso relegato, in Italia, al teatro per l’infanzia.
Manimotó ricerca un linguaggio teatrale multiforme, intensamente tragicomico ed estremamente attuale; vede nella realtà il suo punto di partenza e mira attraverso il movimento ad abbandonarla un istante, per poi ritornarvi in modo un po’ diverso, forse semplicemente qualche centimetro più in là.
Ariela e Giulio si incontrano per la prima volta a Bruxelles nel settembre del 2007. Hanno appena terminato la loro formazione teatrale: lei all’Ecole International de Theatre Lassaad a Bruxelles e lui alla Scuola di Teatro Galante Garrone di Bologna. Dapprima in Belgio poi a Bologna, Ariela e Giulio portano avanti una ricerca comune e parallela nel campo del teatro fisico e di figura, frequentando insieme workshops con Susanne Bentley, Al Wunder, Enrique Pardo, Miguel Angel Gutierrez e il maestro di jeu masqué Mario Gonzalez, al quale fanno da assistenti al Conservatorie National d’Art Supérieur de Paris e alla Scuola di Teatro Galante Garrone di Bologna.

21 Febbraio 2015 alle ore 21.00
al Teatro Furio Camillo in Via Camilla, 44
Metro Linea A fermata Furio Camillo
Biglietto per uno spettacolo € 12,00 – Abbonamento a 3 spettacoli € 30,00
Per info: tel. 06.97616026 – www.teatrofuriocamillo.it – info@teatrofuriocamillo.it

20 – 22 febbraio 2015 ”di OMBRA e di FIGURA” Piccola rassegna in tre spettacoli

TEATRO FURIO CAMILLO

presenta

di OMBRA e di FIGURA

Piccola rassegna in tre spettacoli

dal 20 al 22 febbraio 2015

 teatrodifigura locandina

Dal 20 al 22 febbraio 2015 si svolgerà presso il Teatro Furio Camillo di Roma, una breve rassegna di teatro d’ombra e di figura, indirizzato soprattutto ad un pubblico adulto. Lo scopo è quello di dare spazio, sulla scena italiana, come già avviene in altri paesi, ad un tipo di linguaggio solitamente legato, e relegato, all’immaginario infantile. Il teatro d’ombra, come quello di figura, è invece un poetico percorso con il quale raccontare storie, sentimenti, emozioni, anche profondi ed articolati, stimolando la capacità che è in tutti noi, di astrarre la realtà, rendendola onirica, ma allo stesso tempo, e forse proprio per questo, ancora più incisiva.

Il 20 febbraio alle ore 21.00 Andrea Trovato e Alessia Sorbello presentano Il Viaggio…una storia senza età. Lo spettacolo racconta il viaggio di un uomo qualunque alla ricerca del tesoro che il destino ha voluto donargli. I burattini, manipolati e costruiti artigianalmente da Andrea Trovato e Alessia Sorbello con materiali diversi quali carta, legno, tessuto, prendono vita grazie a tecniche miste: dalle più tradizionali “a guanto”, in cui il burattinaio è nascosto, fino al metodo “a vista” in cui burattini e attori possono interagire.

 Il 21 febbraio alle ore 21.00 la Compagnia Manimotò porta in scena il tema della violenza di genere con lo spettacolo Tomato Soap, raccontando la storia di un uomo e una donna che pensano di darsi amore e si danno morte. Gianni e Gilda sono due pupazzi di gommapiuma a grandezza umana, marionnettes portés, manipolati a vista dagli attori. Ma la storia dei pupazzi è anche il gioco della coppia di attori-manipolatori, che sotto gli occhi del pubblico scambiano le carte, invertendo i ruoli: è infatti l’attrice a fare l’uomo e l’attore a fare la donna. A dispetto della gravità del contenuto, TOMATO SOAP utilizza un linguaggio lieve, visuale, ironico, muto, accompagnando gli spettatori al limite della risata, là dove la tragedia diventa grottesco.

 Il 22 febbraio alle ore 18.00 la Compagnia Ombre Bianche Teatro presenta Il libro delle ombre. La rappresentazione procede sospesa tra la fisicità del teatro d’attore e la magia del teatro d’ombre. Al centro della scena l’enorme “Libro delle ombre” da cui i personaggi fuoriescono dando vita alla storia. La trama è ispirata al romanzo di Adalbert von Chamisso “Storia straordinaria di Peter Schlemihl”, in cui il protagonista scambia la propria ombra con una borsa prodigiosa da cui non si finisce mai di estrarre denaro.  

 

Biglietto per uno spettacolo € 12,00 – abbonamento a tre spettacoli € 30,00

al Teatro Furio Camillo in Via Camilla, 44

Metro Linea A fermata Furio Camillo

 per info: tel. 06.97616026 – www.teatrofuriocamillo.it – info@teatrofuriocamillo.it

di Ombra e di Figura 20 febbraio: “Il Viaggio – Una storia senza età”

IL VIAGGIO

UNA STORIA SENZA ETÀ


Lo spettacolo racconta il viaggio di un uomo qualunque alla ricerca del tesoro che il destino ha voluto donargli. L’uomo in questione è il custode di un vecchio teatro che ogni sera si occupa di riordinare e chiudere tutto prima di tornare a casa. Un giorno però, la solita routine viene interrotta da un rumore improvviso e di origine misteriosa. Dopo qualche ricerca scopre che questo rumore proviene dall’interno di una scatola e, facendosi coraggio, decide di aprirla scoprendo così un’antica mappa misteriosa. La scatola è magica e può volare. Così il nostro uomo decide di saltare a bordo e partire: il viaggio ha inizio! Attraverso numerose avventure, in balìa del mare, del vento ma soprattutto del proprio destino, arriverà naufrago in un’isola sconosciuta ma, grazie all’aiuto di un santone indigeno che sa interpretare le stelle, riuscirà a riprendere il cammino che lo condurrà finalmente al suo tesoro: un viaggio poetico alla scoperta del Tempo.

I burattini, manipolati e costruiti artigianalmente da Andrea Trovato e Alessia Sorbello con materiali diversi quali carta, legno, tessuto, prendono vita grazie a tecniche miste: dalle più tradizionali “a guanto”, in cui il burattinaio è nascosto, fino al metodo “a vista” in cui burattini e attori possono interagire.

Lo spettacolo non utilizza nessuna lingua (l’unico personaggio che parla lo fa con una lingua inventata e, perciò, comprensibile a tutti!), né segue una trama letteraria prestabilita ma utilizza un linguaggio universale in cui, per esprimersi, ai burattini bastano semplici sguardi, respiri e piccoli movimenti che nascondono un mondo di emozioni per una storia senza età: per un Teatro di tutti e per tutti!

 

 

20 Febbraio 2015 alle ore 21.00
al Teatro Furio Camillo in Via Camilla, 44
Metro Linea A fermata Furio Camillo
Biglietto per uno spettacolo € 12,00 – Abbonamento a 3 spettacoli € 30,00
Per info: tel. 06.97616026 – www.teatrofuriocamillo.it – info@teatrofuriocamillo.it

13 – 23 novembre “BATTITI” piccola rassegna internazionale di circo – teatro

Anche quest’anno il Teatro Furio Camillo ospita BATTITI una rassegna di teatro di contaminazione, frutto dell’incontro tra le più alte tecniche circensi ed il lavoro d’attore. Dal 13 al 23 novembre 2014 la rassegna accoglie spettacoli di compagnie, italiane ed estere, che utilizzano tecniche circensi differenti, raccontando una nuova realtà scenica contemporanea. Tra gli spettacoli proposti due sono prime nazionali e tre debutti.

In questo secondo anno la rassegna si amplia con workshop, una mostra fotografica dedicata alle tre creazioni ospiti del teatro e che debutteranno in rassegna ed un happening di disegno dal vivo di corpi in movimento.

 

Tutto prende il via il 13 novembre alle ore 21.00 con Effetto Caffeina. Dall’incontro tra un folle manipolatore di oggetti e un’acrobata della ruota tedesca nasce il CIRCO PUNTINO, un mix di salti e colpi di scena, il tutto mescolato con la musica dal vivo. Formatasi nelle palestre della Scuola di Circo FLIC, la compagnia porta in scena le divine arti della ruota tedesca, del monociclo-giraffa a tre ruote, del fuoco, dell’acro-portès e della manipolazione di oggetti quotidiani quali scope, sgabelli, tazzine e caffettiere.

Vengono suonati tutti gli elementi presenti in scena ed inoltre la “SCOPITARRA”, una scopa-chitarra-basso dotata di testa di viola creata esclusivamente dalla compagnia.

Il 14 novembre sarà la volta di Un’illusione con Valeria Tedeschi e Chiara Zubiani. Le due artiste attraverso circo, teatro, danza e arte studiano un particolare linguaggio comunicativo attraverso lo spazio e il loro corpo, creando un mondo immaginario, surreale e onirico. Un’illusione propone di esplorare un linguaggio aereo innovativo, focalizzato nella ricerca coreografica dei dettagli e nell’espressività corporale e teatrale. Utilizzando l’arte aerea della corda liscia e del trapezio statico, le due artiste concepiscono gli attrezzi utilizzati come strumenti di sperimentazioni e mirano a scuotere le convenzioni tradizionali dell’arte aerea per creare un linguaggio in cui la tecnica circense è messa al servizio della creatività individuale dell’artista.

Grande attesa per il 15 novembre, quando, sempre alle ore 21.00, sarà in scena Les clowns meurent comme les elephants di e con Anthony Mathieu e Simone Venditti. Un racconto oscuro, ironico e filosofico sulla morte e sui differenti percorsi che ci portano ad essa. Un traghettatore d’anime, angelo nero ripudiato dal cielo e demonio troppo clemente per essere tale, guardiano del regno dei morti. Un incrocio dove confluiscono anime perse e dove i cartelli non indicano alcuna direzione se non quella che i passanti vogliono leggere. In questo luogo abitato da antichi spettri si svolge la storia di un clown alla ricerca di un’alternativa ai mali che sulla terra lo consumano, ma il passaggio chiaramente esige dei sacrifici. La storia di un clown in transumanza, del viaggio di una razza in via d’estinzione alla ricerca di un cammino differente.

Il 16 novembre, realizzato con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma,  è in scena Tangram. Complicato, sexy e sfacciatamente immaginativo, ridisegna i confini tra danza, nuovo circo e teatro fisico. Creato e presentato dalla nota danzatrice Cristiana Casadio e dall’artista circense di livello mondiale Stefan Sing, lo spettacolo descrive in modo accattivante la lotta dell’uomo tra attrazione e repulsione.

Gli ultimi due appuntamenti sono fissati il 20 e il 21 novembre Ni avec toi, Ni sans toi. Lo spettacolo nasce dalla passione per il circo tradizionale, dall’apprezzamento della sua forza nello stupire con la tecnica e l’energia, e dalla voglia di trasmettere e raccontare emozioni con semplicità attraverso una poetica chiara per tutti, prendendo spunto dai racconti classici e dal circo contemporaneo.

Il Circo Bipolär cerca un punto d’incontro tra il classico e il contemporaneo, utilizzando anche tecniche tradizionali di circo, in parte cadute in disuso e nel dimenticatoio (tipo: tourbillon di collo, lancio di coltelli e giocoleria su scala libera) e rivisitandole in chiave moderna. Uno spettacolo impegnato, ma a tratti anche leggero e divertente, con alla base una tecnica circense forte, tipica del circo tradizionale, e allo stesso tempo imperniato dalla straordinaria capacità di raccontare e trasmettere emozioni, caratteristica del circo contemporaneo.

Il 22  e 23 novembre chiude la rassegna Insieme da soli. Due corpi vicini, molto vicini, non sono necessariamente due corpi uniti.

Fusioni e allontanamenti raccontano una storia senza storia, in una stanza, in una casa, in un luogo da lasciare o in un luogo in cui arrivare, un luogo con poca luce eppure luminoso. Nulla è spiegato davvero. I due corpi in scena si incontrano, si cercano, eppure rimangono corpi soli. L’acrobatica aerea è un linguaggio ed un luogo, un modo di guardare un racconto, un modo di respirare.

 

Teatro Furio Camillo
via Camilla, 44 – 00181 Roma (Metro ‘A’ Furio Camillo)
13-23 novembre 2014 tutti i giorni alle 21,00 domenica alle 18,00
Biglietto per singolo spettacolo € 12,00
Abbonamento a 6 spettacoli € 45,00
Abbonamento a 3 spettacoli € 30,00
Info e prenotazioni: 0697616026
http://www.rassegnabattiti.it/

31 ottobre – 9 novembre “Recitardanzando 2014”

Recitardanzando 2014

31 ottobre – 9 novembre

Teatro Furio Camillo  

 

L’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio presenta Recitardanzando 2014, la rassegna di danza contemporanea che si svolgerà presso il Teatro Furio Camillo a partire dal 31 ottobre con un programma dedicato a compagnie affermate sul territorio nazionale e impegnate nella ricerca di nuovi linguaggi e stili coreografici.

Tutto ruota intorno al corpo, centro sublime della scena, snodo della pluralità di linguaggi, contenitore unico d’informazioni, attrattore di molteplici idiomi, della classicità, dell’innovazione e della contemporaneità. Attraverso questo progetto l’A.T.C.L., con il supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio, porta avanti il suo impegno nel sostenere questa disciplina in maniera organica, nell’obiettivo di tessere una solida trama per inquadrare “l’evento” danza in tutta la sua complessità.

 

31 OTTOBRE 2014 – ore 21

Compagnia Atacama

COME UN BAMBINO ABBANDONATO NELLO SPECCHIO DELL’ARMADIO

Nuova produzione 2014 

Ideazione, coreografia e regia Patrizia Cavola – Ivan Truol
Con Valeria Baresi, Giorgio Iacono, Valeria Loprieno, Cristina Meloro, Sabrina Rigoni.
Musiche Originali Epsilon Indi
Costumi Medea Labate
Scene Giulia Trefiletti
Luci Danila Blasi
Promozione e Ufficio Stampa Benedetta Boggio 369gradi
Produzione Atacama
Con il contributo di MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Dipartimento Spettacolo
Residenze: La Scatola Dell’Arte

Un viaggio nel corpo, attraverso il quale esistiamo, siamo qui, abbiamo una base e un peso, sensore, messaggero, veicolo, memoria, prodigo di sorprese, con tutte le sue mirabili scoperte, con le sue grandezze e le sue miserie ci unisce e rende simili, come grandiose e vulnerabili creature umane. Abitare la sorpresa del primo sguardo, della prima percezione di una sensazione o di un’emozione, la scoperta di una parte di noi come funziona e come ci fa sentire.
Guardarsi per la prima volta allo specchio
Le Parti del corpo
L’altro
Le Sensazioni
Le paure
Le prodezze
Corpi mossi, corpi lanciati, corpi trasportati, corpi scolpiti, corpi svelati, corpi esposti.


1/2 NOVEMBRE 2014 – ore 21:00 e ore 18:00

 Compagnia Opus Ballet
IL LAGO DEI CIGNI

Coreografie e regia Loris Petrillo

Interpretazione Compagnia Opus Ballet diretta da Rosanna Brocanello

Musiche Pëtr Il’ic Cajkovskij
Danzatori Maria Vittoria Feltre, Giada Morandin, Manuel Paolini, Stefano Pietragalla,
Martina Platania, Jennifer Lavinia Rosati, Adrien Ursulet, Gabriele Vernich, Luca Zanni
Assistente alle coreografie Angela Placanica
Consulenza drammaturgica Massimiliano Burini
Costumi Santi Rinciari
Sound designer Thomas Chinnery
Light designer Alessandro Ruggiero
Assistente luci Orso Casprini
Foto Alessandro Botticelli
Video Jamaica De Marco
Produzione Compagnia Opus Ballet, 2012
in collaborazione con Compagnia Petrillo Danza
Coproduzione Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione
L’attività della Compagnia è sostenuta da Regione Toscana

Il Lago dei Cigni, uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij, indagato attraverso la danza contemporanea: le coreografie di Loris Petrillo per i danzatori della Compagnia Opus Ballet, diretta da Rosanna Brocanello, in una complessa operazione di riattualizzazione dell’opera e di riscoperta del suo nucleo originale e centrale.
L’intenzione è di rivoluzionare il modo di leggere il Classico attraverso il Contemporaneo, partendo dal mito
sotteso all’Opera stessa per ritrovarne le radici e i legami con l’uomo, oggi: il Contemporaneo attraverso il mito diventa favola, che si trasforma in Racconto Danzato. Da questo è partito il coreografo Loris Petrillo con i danzatori della Compagnia Opus Ballet lavorando all’interpretazione di una danza concreta e fisica, dove ciò che spinge l’azione è il movimento istintivo e puro.
Nell’opera originale, oggetto negli anni di molteplici e diverse riletture tese quasi sempre a privilegiare il balletto, predomina in realtà una forte partitura drammaturgica in cui l’elemento testuale si declina nel movimento danzato. Questo lo stimolo interpretativo della nuova produzione della Compagnia Opus Ballet: Loris Petrillo, da sempre impegnato nei suoi lavori in un continuo sviluppo dialogico tra partitura danzata e partitura testuale, anche in questa nuova produzione affronta l’opera di repertorio ridandole nuova vita attraverso una forte attenzione al testo, grazie anche alla collaborazione del drammaturgo Massimiliano Burini, riconsegnandola alla contemporaneità servendosi di una danza fortemente improntata alla fisicità. Una fisicità quasi istintuale e animalesca, che restituisca al cigno la sua natura senza mai tradirne la straordinaria eleganza.
Un’operazione assolutamente nuova che mira a svelare il visibile dell’opera, ormai nascosto dalle sue infinite interpretazioni e letture, alla ricerca del concetto dietro il racconto, in un continuo cambio di prospettiva attraverso gli sguardi della danza e della drammaturgia. “Un ritorno alle origini” che si avvale dello strumento Contemporaneo per riscoprirne l’originaria Classicità.

6 NOVEMBRE 2014 ore 21:00

 Gruppo E-Motion
DIDO & AENEAS

Tratto Dall’opera Omonima Di Henry Purcell
Libretto Nahum Tate
Regia e coreografia Francesca La Cava
Interpreti Anna Basti, Mariella Celia E Maurizio Formiconi
Costumi Santarella e Francesca La Cava
Scene Giancarlo Di Gregorio
Disegno Luci Stefano Pirandello
Produzione GRUPPO E-MOTION con Il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila
Produzione commissionata e coprodotta da La Risonanza, dal Festival Tage Alter
Musik Regensburg (Germania) con il sostegno dell’istituto Italiano di Cultura di
Monaco di Baviera in collaborazione con il Teatro Regensburg.  

DIDO & AENEAS è ricco di allegorie che ci portano a riflettere sulla problematica esistenza dell’uomo contemporaneo e sulle relazioni umane. E’ un viaggio nel ricordo che focalizza l’attenzione sui sentimenti e sugli istinti dell’uomo: Eros, energia creativa e positiva, bisogno di creare e ottenere gioia e piacere e Thanatos, energia distruttiva e negativa, bisogno di distruggere, uccidere e rivivere le esperienze di tristezza e dolore.
Grazie all’intervento di Cupido, la regina, s’innamora follemente dell’eroe, che contraccambia l’amore. Tutto sembra perfetto ed idilliaco fino a quando non interviene il Fato a rompere l’incanto. Per volere di Giove, Enea è spinto da Mercurio a riprendere il suo viaggio e ad abbandonare la regina.

7 NOVEMBRE 2014 – ORE 21

Cie Twain physical dance theatre

PROFUMO
Compagnia Produzione Danza Sostenuta Dal Mibact – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Direzione artistica Loredana Parrella
Coreografia e regia Loredana Parrella
Interpreti Yoris Petrillo, Fernando Pasquini, Elisa Melis
Produzione Act_Cie Twain 2014
Con Il Contributo Di Officinatwain_Regione Lazio
In collaborazione con Festival Ineuroff
In residenza Spazioctw_Centrocoreograficopermanente/Ladispoli, Chòrea Art Studio/Treviso
Disegno luci Cesare Lavezzoli
Organizzazione Elisa Vago

La presenza olfattiva di una donna scatena differenti reazioni in due uomini.
Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere.[…] Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.” Patrick Suskind da ‘Il Profumo’

 

8/9 NOVEMBRE 2014 ore 21 e ore 18

Gruppo Nanou

SPORT
Di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
Con Rhuena Bracci
Sound Roberto Rettura

Portiamo in scena un’atleta, colta nell’intimità dei preparativi per l’esecuzione dell’elemento ginnico, per esporre un corpo nella sua fragilità e diametralmente opposta forza.
L’attimo prima del volo. Il momento di sospensione, di tutte le possibilità di cambiamento, di tutte le potenziali direzioni.
Cogliere il pensiero dell’atleta prima della vertigine per capirne il silenzio.
Sonorizzare una soggettiva, che non sia quella privata dell’atleta ma una nuova, che ha sicuramente a che vedere con quella solitudine, ma che accoglie anche la visione, individuale e collettiva allo stesso tempo, degli spettatori.

 

€  12 INTERO
€  10 RIDOTTO
Inoltre i pacchetti per i gruppi:
– gruppi di 3 persone  2 ridotti a 10 Euro e 1 cortesia a 2 euro
– gruppi di 5 persone  3 ridotti a 10 Euro e 2 cortesia a 2 euro
– gruppi di 10 persone 5 ridotti a 10 Euro e 5 cortesia a 2 euro

Per info e prenotazioni: 0697616026

12 ottobre 2014 domeniche dei bambini “Il Makkiarlo Comedy Show”

Domenica 12 ottobre 2014 ore 11.00

Proseguono le Domeniche dei Bambini con

IL MAKKIARLO COMEDY SHOW

Di e con Nicola Macchiarulo

 Uno spettacolo in cui la giocoleria, la magia e il mimo sono al servizio del gioco clownesco di questo personaggio a cui…” va tutto storto”. Uno spettacolo che con l’aiuto del pubblico… se tutto va bene … andrà malissimo..

xfurio
Il Makkiarlo Comedy Show

 

Bambini € 8,00 adulti  € 10,00 Prenotazione consigliata allo 06.97616026

Teatro Furio Camillo

via Camilla, 44 – Roma a 100 mt dalla Metro A Furio Camillo

biglietto: € 8,00 bambini – €10,00 adulti

info@teatrofuriocamillo.it

 

17 Novembre “Crashlanding, assolo di corpo che cade” e “Luce. Danse en abatjour”

Il 17 Novembre alle ore 18

“Crashlanding, assolo di corpo che cade”, di e con Teodora Grano

“Luce. Danse en abatjour” di e con Martina Nova

performances di acrobatica aerea/danza/teatro nell’ambito della rassegna “Battiti”

costo del biglietto € 10,00

CrashlandingLuce

“Crashlanding, assolo di corpo che cade”, di e con Teodora Grano

Il Crashlanding è più che una caduta: è il lasciarsi cadere, ma soprattutto è l’atterraggio. Non prevedibile. Il momento esatto in cui l’impatto frantuma un corpo. Farsi in pezzi, separarsi, da uno a molti. Una rottura che è un aprirsi. E il presupposto fondamentale di qualunque rottura è la fragilità.

A seguire “Luce. Danse en abatjour” di e con Martina Nova

Lo spettacolo propone diversi quadri uniti da un’unica dinamica che, tra luci e suoni, trova la sua poetica nell’abbandono del corpo nel “qui ed ora”. Tecnologia ed effetti sonori in vivo rendono spettacolare la narrazione fisica e scenografica, nei movimenti spasmodici e nella perdita del controllo.