Roberto Zucco

Roberto Zucco

Ispirato a un drammatico fatto realmente accaduto,, la storia del giovane pluriomicida italiano Roberto Succo che sconvolse le cronache degli anni ’90, “Roberto Zucco” è l’ultima opera di Bernard-Marie Koltès, già malato di Aids e condannato a morire di lì a poco senza peraltro poter vedere mai rappresentato il suo testo sulla scena.
Un giorno, nella metropolitana di Parigi, Koltès vede il manifesto con il volto del ragazzo e sotto la scritta della polizia francese, “Recherche”. Da allora, come l’autore dichiarerà più volte, inizia a prendere vita nel suo immaginario un’idea, un’ossessione: scrivere un testo che abbia per protagonista il giovane pluriomicida. “Vivo – scriverà – solo per ultimare questo testo”. Affrancato dal noir della cronaca, che sembra interessare solo marginalmente la scrittura di Koltès, “Roberto Zucco” è un’opera che intreccia al suo interno molti piani di complessità e mette al centro un antieroe moderno, tragico in quel destino che lo costringe a muoversi come un rinoceronte, con le mani macchiate di sangue, quando ambirebbe a essere liquido, per poter passare attraverso quella fitta maglia di gabbie che rappresenta per lui la vita, e assurgere al sole.
Un’opera complessa, in cui l’elemento tragico si esplicita attraverso situazioni spesso surreali e grottesche e che mischia elementi e partiture differenti: un banco di prova importante per un gruppo di allievi attori. L’opera in ultimo sembra restituirci uno scenario frammentato, superficiale e devastato al punto che solo le mani macchiate di sangue restano a confermare la possibilità di essere visibili, tragedia dell’uomo moderno che trova nell’omicidio la sola certificazione di esistenza.
“Io non sono un eroe – dice Zucco in uno dei passaggi emotivamente più intensi del testo – Gli eroi sono dei criminali. Non c’è eroe i cui abiti non siano inzuppati di sangue, e il sangue è la sola cosa al mondo che non possa passare inosservata. E’ la cosa più visibile del mondo. Quando tutto sarà distrutto, e una nebbia da fine del mondo ricoprirà la terra, resteranno sempre gli abiti zuppi di sangue degli eroi”.

Lo spettacolo rientra nella rassegna “Altri Scenari”, studi sulla drammaturgia contemporanea con 7 nuove produzioni, 5 spazi teatrali e più di 80 interpreti in scena. Una rassegna ideata e prodotta da MetisTeatro Associazione Culturale e Laboratorio Teatrale.

regia di Alessia Oteri,
sabato 16/02/19 ore 21,00
Teatro Furio Camillo
Ass.Culturale Metis Teatro
Info e prenotazioni:
prenotazioni@metisteatro.it

Data

16 Feb 2019

Ora

9:00 pm
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