L’assoluzione

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L’ASSOLUZIONE

- Dialogo tra due intellettuali intorno a Tommasino Buscetta, Giulio Andreotti ed altri boss della mafia -

da un’idea di Gianluca Riggi

realizzazione scenica e testi Gianluca Riggi

con Gianluca Riggi e Roberta Castelluzzo


Da un format già studiato e sperimentato in occasione dello spettacolo Aracnofobia, che teatralizzava in maniera semplice ed immediata gli atti parlamentari della legge 4198 anno 2003, trasformando la lettura in evento teatrale e dando alla stessa una motivazione, si è deciso di portare avanti la sperimentazione applicandola agli atti processuali riguardanti famosi ed importanti uomini politici italiani, con particolare attenzione al “Processo del Secolo” che ha avuto come protagonista l’onorevole Giulio Andreotti.

La comicità è insita nelle parole dei testimoni appartenenti alla “Famiglia”, nella difesa dell’onorevole, ormai senatore a vita, e divino Giulio, non v’è bisogno di aggiungere, basta riportare fedelmente i testi trascritti dagli stenotipisti, cucirli tra loro senza operare alcun adattamento, se non taglio, vista la mole di documenti a disposizione, per avere un testo teatrale di stampo eduardiano, e per fornire i mezzi agli spettatori di giudicare e dare una inevitabile ASSOLUZIONE!

Purtroppo la storia giudiziaria del nostro paese in questi ultimi anni si presta alla più brechtiana delle operazioni …

La storia della mafia, di Cosa Nostra, è purtroppo la storia del nostro stesso paese, ogni omicidio eccellente può essere legato alla mafia, direttamente o indirettamente, è uno stato nello stato, ma è questo secondo stato ad aver governato realmente le sorti del nostro paese, tutti coloro che hanno pensato di poter utilizzare la mafia ed i suoi soldi per i propri fini sono rimasti schiacciati dalla mafia stessa, da Sindona a Berlusconi, da Salvatore Giuliano a Giulio Andreotti. Perché la mafia, Cosa Nostra, è fedele solo a se stessa, e nei decenni ha mirato solo alla propria salvaguardia e sopravvivenza, concedendo al carcere anche uomini eccellenti, Riina, Brusca, Calò, pur di poter garantire la propria continuità.

E’ un lavoro basato su una teatralità essenziale e spoglia carica di significati, non solo di cronaca giudiziaria come potrebbe sembrare a parlarne in un comunicato, la parola ed il corpo dell’attore esaminati nelle differenti dinamiche in contatto con gli spettatori, perché tutto il teatro dell’Archimandrita si è sempre definito sul rapporto continuo con il pubblico che entra nello spettacolo, talvolta sul palcoscenico, talvolta diviene egli stesso attore, ma mai è chiamato solo ad assistere, sempre e comunque è prevista per lo meno la partecipazione emotiva.

Lo spettacolo già rappresentato al Teatro di Roma-Teatro India in occasione del Festival Short Theatre è stato immediatamente ripreso per i Racconti al Parco del Comune di Roma all’interno dell’Estate Romana e verrà ripreso nella città di Roma nella prossima stagione sia presso il Teatro Furio Camillo che al Teatro di Ostia Lido del Comune di Roma, nell’Aprile del 2007 a Torino e successivamente in Sicilia.

Lo spettacolo per le tematiche svolte si presta anche favorevolmente per delle matinè con le scuole medie superiori, essendo un esame di tutta la storia d’Italia dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.

(Gianluca Riggi)

“Io ho fatto parte di questi discorsi sul Golpe Borghese direttamente, sono venuto dall’America, abbiamo fatto delle riunioni sia a Catania e sia a Milano e quando io andai via dall’Italia ritornando negli Stati Uniti avevamo deciso di non partecipare al Golpe anche perché c’era stato un intervento della flotta russa nel mediterraneo e quindi non era questo il momento. No, no, non fu in quell’epoca, nell’epoca che io me ne andai in America il Golpe non si fece più, perché dovevamo fare certe cose che non erano gradite a ‘Cosa Nostra’, dovevamo mettere una fascia al braccio per indicarci, quindi non si fece il Golpe. Tornai in America ma seppi che per alcune persone il Golpe continuò, cioè si continuò a discutere sull’eventualità di partecipare e io so addirittura un giorno del 1970, credo intorno a dicembre, se non ricordo male, un siciliano entrò in una caserma militare a ritirare i mitra che sarebbero serviti per il Golpe.”

(Tommaso Buscetta – Perugia  Udienza 09/09/1996)

 

alcuni cenni di rassegna stampa su tre precedenti produzioni:

“Furio Caligola” non si  limita a mettere in scena una anomalia del pensiero. Anzi non bada neppure a Camus, che utilizza per frammenti. Il suo piano è di convogliare spettatori ed attori dentro la medesima avventura psico-teatrale, tracciando un sentiero di incertezza, di sospensione, di casualità.

Osvaldo Guerrieri – La Stampa – Venerdì 13 marzo 2004

 

 Un surreale dibattito parlamentare è il tema di Aracnofobia (legge 4198), una commedia di Gianluca Riggi, in scena in questi giorni a Roma. Il lavoro, avverte il cartellone, nasce da un’idea di Silvio Berlusconi ed è tratto dai resoconti stenografici di Montecitorio. Di fatto la discussione si svolse nell’aula Camera dei deputati il 28 luglio 2003, a proposito della conversione in legge del decreto n.159, recante divieto di commercio e detenzione di aracnidi altamente pericolosi per l’uomo. Già allora, tra i banchi dell’opposizione circolava voce che l’esigenza di questa normativa, composta di un solo articolo, rispondesse ad una acuta fobia del premier.

Radio radicale – 24 maggio 2004


Ho ancora i brividi. Ho visto nell’antro nudo trafitto da luci bellissime del Furio Camillo il corpo artaudiano … tutto l’indicibile carnale  e l’accecante oscurità interiore di Gabriella Rusticali … che le sgorga da un martirio carmelobeniano dal titolo “Mattinastra”, un’odissea che ha l’asciutta e sfibrante struttura di Gianluca Riggi, un capolavoro di regia.

Rodolfo di Giammarco – Repubblica – 12 febbraio 2005